Il bosso è da sempre un arbusto robusto e a bassa manutenzione, ma quando si tratta del Bosso Faulkner, entriamo in un mondo di eleganza e precisione che lo rende la scelta ideale per una siepe impeccabile e ben definita. Scopriamo insieme come piantare, curare e plasmare questa meraviglia verde.
Il Bosso Faulkner ( Buxus Microphylla Faulkner) è considerato una tra le varietà di “bosso” più ricercate. Piace perché ha una forte resistenza alle temperature rigide e presenta delle foglie ovoidali di colore verde scuro che si distinguono per il loro aspetto lucido.

Il suo portamento è molto compatto, denso di ramificazioni, per questo il Faulkner si presta magnificamente a una serie di usi creativi nel tuo spazio esterno. Dalla creazione di bordure precise a siepi lussureggianti, questo arbusto resistente è molto adatto per definire i contorni del tuo giardino. La sua tolleranza alle potature lo rende la scelta ideale per l'arte topiaria, permettendoti di plasmarlo in forme suggestive e personalizzate.
Difficilmente crea problemi con la messa a dimora, poiché il bosso tende a creare una rete molto fitta di radici e ad aumentare la superficie di assorbimento riducendo i tempi di ripresa. Piante coltivate in vaso si possono piantumare nel terreno o rinvasate praticamente durante quasi tutto l’anno, fatta eccezione per i periodi di caldo più asfissiante o quando il terreno, in inverno, non è sufficientemente lavorabile.
Basta scavare una buca grande il doppio del pane di terra (zolla di terreno che ricopre le radici) dopodiché si crea uno strato di concimazione di fondo e, dopo averlo ricoperto con po' di terra, possiamo mettere a dimora la pianta. Si finisce di coprire e si pressa bene il terreno.
Quando creiamo bordure, la pianta può essere disposta a soli 20 cm di distanza per ottenere risultati rapidi. Se l'obiettivo è una siepe più alta, una distanza di 60 cm è ottimale per garantire una crescita uniforme.
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Scopri il Bosso Faulkner vaso 20
Cura e Potatura:
La versatilità del Bosso Faulkner si manifesta nella sua capacità di sopportare le potature senza compromettere la salute. La potatura è uno dei pochi interventi che richiede anche se ha una crescita molto lenta. Di solito si interviene in primavera e ad inizio autunno (se necessario). Nei primi anni può rendersi necessario qualche intervento più frequente per favorire una buona ramificazione e riempimento degli spazi.
La crescita del Buxus Faulkner è non è rapidissima, per questo motivo consigliamo il suo impiego per realizzare siepi che non dovranno raggiungere altezze molto elevate, massimo 1,5 metri di altezza.
Annaffiatura e Concimazione:
Se non ci troviamo in periodi dell'anno particolarmente siccitosi, possono bastare le piogge per annaffiare il bosso. In autunno e a fine inverno è consigliabile interrare ai piedi della pianta una piccola quantità di concime organico per favorire un buono sviluppo della pianta.
Moltiplicazione e Possibili Minacce:
Solitamente la moltiplicazione del bosso faulkner avviene per talea. Il bosso può essere colpito dagli afidi o dalla cocciniglia, ma il più rischioso per il bosso è un insetto, la piralide, che si è purtroppo diffusa in Italia negli ultimi anni.
La piralide deposita le uova all’interno delle foglie e, una volta nata la larva, si ciberà proprio di queste, causando danni al bosso. Ci sono zone più colpite, altre in cui non è presente e non rappresenta una minaccia, per assenza di focolai non trattati.
Attenzione: se il bosso viene colpito dalla piralide lo noterai principalmente dalla presenza di una specie di ragnatela - oltre, ovviamente, alla presenza delle larve di colore verde.
Talvolta viene segnalato come un problema “irrisolvibile” per la pianta, ma non è così!
I trattamenti con insetticidi a base di piretro, così come soluzioni biologiche, sono funzionali, ma richiedono di essere effettuate durante periodi precisi. Il ciclo di vita della piralide (che può completarsi anche in 2-3-4 generazioni all’anno) avviene attraverso lo stato di uovo, larva, bozzolo e infine farfalla (che poi andrà ad infettare altre piante).
Gli insetticidi saranno funzionali solo alla schiusa dell’uovo, nello stato di larva. Irrorare le piante attaccate durante i periodi in cui la piralide è nello stato di uovo o bozzolo, non ha risultati. Per questo motivo, per ottenere risultati soddisfacenti, i trattamenti andranno fatti durante i mesi di marzo-aprile-maggio-giugno e poi settembre-ottobre-novembre, a distanza di circa 15 gg l’uno dell’altro, fino alla risoluzione del problema.
Sebbene il Bosso possa affrontare alcune minacce, la sua natura robusta e la capacità di recuperare rapidamente lo rendono una scelta saggia per chi cerca una pianta da siepe che unisca bellezza e durata nel tempo.
Alcune Curiosità:
Il bosso ha una lunga storia legata ai giardini formali e all'architettura paesaggistica. Nel corso dei secoli, è stato utilizzato nei giardini dei monasteri medievali e nei sontuosi parchi di residenze nobiliari. La sua straordinaria duttilità lo rende protagonista in diversi stili di giardinaggio, dalla classica simmetria all'espressione creativa contemporanea.
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guarda la scheda completa del bosso a sfera
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